883, il successo umile di chi ha saputo concentrarsi sulla propria gente, e raccontarla


Una copertina che, a suo modo, ha fatto storia

883, “Nord Sud Ovest Est”, 1993.

Pavia, metà anni ottanta: Max Pezzali e Mauro Repetto, a causa di una bocciatura del primo, si trovano ad essere compagni di banco.
Iniziano a scrivere canzoni sognando un futuro diverso dalla grigia e monotona vita di provincia.
Così ha inizio la storia romantica degli 883, una della band italiane di maggior successo degli anni ’90 e senza dubbio quella che ha saputo raccontare, nel modo più semplice e diretto, i sogni e le ansie di una generazione.
Il segreto dello strepitoso successo che hanno ottenuto nel giro di dieci anni, nonostante i giudizi poco lusinghieri della critica musicale, è piuttosto facile da capire: a differenza di altri nomi famosi del rock italiano come Vasco Rossi e Luciano Ligabue, non si sono mai creduti delle rockstar.
Sempre con grande umiltà, alternando testi divertenti ad altri più introspettivi, sono riusciti a descrivere in maniera efficace il mondo dei giovani in un periodo in cui, dopo i rampanti e spensierati anni ottanta, si cominciava a esprimere dubbi e paure per il futuro.
Esordiscono nel 1989 con il nome di “I Pop” nel programma televisivo “1-2-3 Jovanotti” condotto da un giovanissimo Lorenzo Cherubini.
Si esibiscono in un paio di brani in inglese con evidenti influenza rap, senza tuttavia riscuotere grande interesse.
L’esperienza dei due nel mondo della musica sembra finita ancora prima di iniziare, ma dopo breve tempo vengono notati dal mago dei produttori italiani Claudio Cecchetto.
Insieme allo staff di Cecchetto iniziano a lavorare alla produzione di brani più orientati verso il pop rock e decidono di cambiare il nome del gruppo in 883, che trae origine dalla cilindrata della moto Harley-Davidson Sportster, grande passione di entrambi.
Nel 1991 partecipano al festival di Castrocaro con il brano “Non Me La Menare”: non si aggiudicano il concorso ma vengono finalmente notati dal grande pubblico.
La voce di Pezzali è pulita e estremamente riconoscibile e i musicisti di supporto sono di buon livello. Repetto invece non riesce a trovare un vero e proprio ruolo sul palcoscenico e si limita a ballare sul palco, alimentando qualche ironia da parte degli spettatori.
La svolta arriva l’anno seguente, con l’uscita dell’album “Hanno Ucciso L’Uomo Ragno” trainato dall’omonimo singolo, dal testo brillante e divertente che fa riferimento al famoso supereroe. Il disco riesce a vendere 600.000 copie nonostante la scarsa pubblicità e l’assenza di videoclip per promuovere i singoli.
Ormai è chiaro che è nato un gruppo assolutamente unico nella scena musicale italiana dei primi anni ’90, destinato a durare per lungo tempo.
La strabiliante conferma arriva alla fine dell’estate del 1993 con l’uscita dell’album “Nord Sud Ovest Est”.
Gli argomenti affrontati sono in perfetta continuità con il primo album, ma gli arrangiamenti musicali sono molto più curati.
Quasi tutte le tracce del disco diventano dei singoli di grande successo: “Come Mai”, “Sei Un Mito”, “Rotta Per Casa Di Dio”; chiunque sia cresciuto negli anni ’90 non può non ricordare con nostalgia queste canzoni semplici e orecchiabili, ma dalla straordinaria carica emotiva.
Il brano di maggior successo è “Nord Sud Ovest Est” che dà anche il nome al disco, contraddistinto da uno scatenato pop rock impreziosito da un’orchestra ti trombe mariachi che trascinano l’ascoltatore in atmosfera da far-west.
Infatti la canzone è un racconto in prima persona del cantante Max Pezzali di un viaggio alla ricerca di una misteriosa ragazza nel deserto fra Stati Uniti e Messico.
Alla fine, dopo varie vicissitudini, capisce che la donna che cercava non è quella giusta e si rimette a cavalcare verso nuove avventure.
Tutta la canzone si può riassumere come la metafora della vita di ciascuno di noi: continuiamo a viaggiare per raggiungere un obiettivo che spesso non risulta essere quello sperato ma, come nella famosa citazione del professore nel film “Notte Prima Degli Esami” interpretato da Giorgio Faletti, “l’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa…l’importante è quello che provi mentre corri”.
Anche il videoclip, girato negli stessi luoghi descritti dalla canzone, viene apprezzato dal pubblico e continuamente trasmesso nei programmi musicali.
L’album vende la bellezza di 1.300.000 copie e nello stesso anno gli 883 vincono il Festivalbar.
A questo punto accade un evento assolutamente inaspettato: Mauro Repetto, sotto pressione per l’improvviso successo ottenuto dal gruppo e stufo di non riuscire a trovare un ruolo ben definito sul palco, decide di mollare tutto per inseguire una modella di cui si era perdutamente innamorato e un’utopistica carriera cinematografica negli USA.
Max Pezzali si ritrova improvvisamente da solo, senza la preziosa collaborazione dell’amico nella composizione dei brani e soprattutto senza una vera band di supporto per le incisioni in studio e per le esibizioni dal vivo, poiché la maggior parte delle loro canzoni venivano prodotte tramite l’utilizzo di un sintetizzatore.
Decide subito di reagire al destino avverso e partecipa, sempre con il nome 883, all’edizione del Festival di Sanremo del 1995 con il brano “Senza Averti Qui”.
Nello stesso anno finalmente trova una band stabile e, nel giugno dello stesso anno, esce con il disco “La donna, il sogno e il grande incubo”.
Trascinato dal singolo “Tieni Il Tempo” (vincitore anche del Festivalbar), anche quest’album raggiunge il milione di copie vendute, grazie ad uno stile sempre più affinato.
Nel disco è contenuto anche “Gli Anni”, considerato ormai un vero e proprio inno generazionale.
Gli 883 continueranno la loro carriera fino al 2002, pubblicando con successo altri tre album quali “La Dura Legge Del Goal” nel 1997, “Grazie Mille” nel 1999 e “Uno In Più” nel 2001.
Nel 2002 Max Pezzali intraprende una carriera solista con molti alti e bassi e nel 2012 si riappacifica con Mauro Repetto che parallelamente, dopo il fallimento dei suoi progetti negli Stati Uniti, era riuscito a diventare organizzatore di eventi a Disneyland Paris e autore di spettacoli teatrali, risollevandosi da un periodo buio in cui per guadagnarsi da vivere era addirittura stato costretto ad impersonare un cowboy sempre nello stesso parco divertimenti parigino.
Secondo alcuni indiscrezioni starebbero lavorando ad un nuovo progetto insieme e, anche se non dovessero comunque andare a buon fine, il loro pubblico affezionato si accontenterà con nostalgia delle loro vecchie canzoni dei primi anni ’90, che ancora oggi producono gioia e commozione agli ex ragazzini dell’epoca, ormai diventati adulti.

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