“Dopo il tour il nuovo album”

A tre mesi dal doppio live romano, Max Pezzali replica con un altro sold out Max 20, il tour nato dall’ultimo album. 
Che dire?
Da subito è stato un successo inaspettato, mi ha spaventato e caricato di responsabilità. Un allineamento astrale fortunato, mi godo ogni data fino all’ultima goccia.  Come ripaga l’affetto?
Con il concerto, è il più bello mai realizzato, una macchina perfetta.  Ospiti a Roma?
Ci stiamo lavorando, niente di sicuro.  I Cani hanno rifatto Con un deca
Il leader Niccolò è uno dei più grandi autori di oggi. Ha una capacità di scrivere disumana, coglie ciò che agli altri sfugge. Rappresenta il futuro, da tenere d’occhio.  Ha conquistato più generazioni
Ultimamente c’è troppo manierismo, a scapito della musica. Bisogna raccontare storie credibili, con onestà, il pubblico premia l’autenticità.  Dopo vent’anni, come è cambiato?
Vivo con più serenità ciò che faccio, prima avevo paura di deludere, provavo un senso di inadeguatezza.  In cosa è più cowboy?
Nel ricordarmi da dove vengo e chi sono. Mi capita di allontanarmi dalla realtà, poi torno con i piedi per terra.  Filosofia da biker?
La moto è un antidepressivo naturale, mi piace concentrarmi alla guida lasciando da parte i pensieri. Mi aiuta a mettere a fuoco le cose, a ritrovare la sintonia con l’universo.  Un successo di oggi o di sempre, da reinterpretare?
Ce ne sono tanti, sia italiani che stranieri. Potrei dire Vita spericolata di Vasco Rossi, da ragazzino è stata molto importante, mi ha fatto venire voglia di fare questo lavoro, ma anche Fairytale of New York dei Pogues.  Così aperto alle collaborazioni, con quale emergente si confronterebbe?
Grazie a Rockit, che ha firmato una compilation di cover degli 883, ho avuto il privilegio e l’onore di interfacciarmi con i migliori artisti del panorama indipendente. Un’esperienza che ha placato la mia curiosità, anche se fare dei duetti sarebbe interessante.  Nel 2014 uscirà un nuovo album
Sì, appena finito il tour mi metterò al lavoro. Ho capito che è meglio fare una cosa alla volta, per avere la giusta concentrazione e per fare in modo che la mia indolenza non prenda il sopravvento.  In un’intervista ha detto che, dopo questo disco in cantiere, potrebbe ritirarsi. C’è qualcosa di vero?
L’ho dichiarato ma il senso era ben preciso. Intendevo dire che se, in generale, esiste un limite, questo è l’idea di inamovibilità. Soprattutto per chi fa il mio mestiere, è importante tenere presente che tra artista e pubblico esiste un patto, basato sulla capacità di raccontare con sincerità. Nel caso in cui questa venisse meno, bisogna essere pronti a mollare.

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