MAX PEZZALI Giovedí, 13 Dicembre 2012

E’ stato “allevato” da Claudio Cecchetto nel piccolo “laboratorio” di Riccione. Ed è qui, assieme a Linus, Biagio Antonacci, J-Ax , Emis Killa, Rudy Zerbi e Laura Antonini, che il cantautore Max Pezzali (Pavia, 14 Novembre 1967) quest’estate ha festeggiato i suoi 20 anni di carriera. Un ventennale ricco di successi e popolarità per l’ex leader e voce degli 883, ora in carriera come solista. Lo testimoniano i 7miloni di dischi venduti in questo arco di tempo, coronato con l’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno 2012, rilettura in chiave rap dell’album d’esordio degli 883. Il cd, già al vertice delle classifiche, contiene anche l’inedito Sempre noi (con la partecipazione di J-Ax).

Un estratto dell’intervista rilasciato a RD e uscita sul numero di novembre:

Vent’anni di musica e di successo, e ora?

Facendo questo lavoro il tempo passa con molta facilità. Quando arriva una ricorrenza, ti guardi dietro e dici: porca miseria, che bello aver fatto tutto questo, ma non devi mai pensarlo come momento malinconico o celebrativo. Devi piuttosto dire: andiamo avanti.

Si riparte dall’Uomo Ragno, versione rap, e torna anche Repetto degli 883?

Ho incontrato Mauro tempo fa a EuroDiney, finché poi abbiamo lavorato insieme per un videoclip di quest’album (Sempre noi). Non ci vedevamo da una decina di anni e ora pensiamo di fare qualcosa insieme.

 

L’esordio nel 1992 è stato subito un trionfo…

Si. Non l’avrei mai detto,  le nostre canzoni erano strane e inconsuete. Siamo stati un caso unico: non siamo mai apparsi in tv. Niente video clip, c’è stato solo un tam tam per radio, finché nel “93 è uscito il primo video clip di Sei un mito, apripista che ha anticipato il secondo album ed è stato subito un successo!

La prima volta sulla nostra costa?

Sono stato a Torre Pedrera, perché per me Riccione era città per i ricchi. Viale Ceccarini era il “Salotto” buono di tutta la riviera. La prima volta che sono venuto qua ero piccolissimo e vedevo questa località, come quelli che, magari stando in tenda, vanno sulla Costa Smeralda a guardare quelli che scendono dalle barche. Venivo con i miei genitori a vedere questa città scintillante, descritta da Dino Sarti, che aveva quel tono un po’ glamour rispetto il resto della riviera, forse più proletaria e più operaia. Sono arrivato qua, quando era pieno di Opel Manta tedesche con le targhe ovali della Baviera e colori incredibili.

Che effetto fa rivedere questi luoghi?

Tornarci d’estate, dopo tanti anni per me è stata davvero un’emozione. L’ultima volta mi ero esibito al Marano per il Capodanno in diretta Rai con un freddo siberiano!

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