Max Pezzali, tormentone-killer per l’Uomo Ragno

Il musicista di Pavia si racconta a Uno in Musica su Sky Uno sabato 21 luglio 2012 alle ore 13.50. Sky.it lo ha intervistato: ecco la chiacchierata e una anticipazione del programma

di Fabrizio Basso

Un crimine irrisolto. E allora vent’anni dopo, con la complicità della comunità rap, Max Pezzali ricostruisce il delitto ripubblicando il disco che ha fatto da soundtrack a una generazione: era il 1992 quando Chi ha ucciso l’Uomo Ragno degli 883 conquistò l’immaginario collettivo. Per non uscirne più. La versione remix fa ballare da ormai due decenni. E non solo per la moria dei tormentoni ma perché è un inno, un qualcosa che va oltre la canzone.
Pezzali sopravvive senza tormentoni estivi?
Non serve più una canzone per ballare, la differenza la fa il deejay: non gli servono dischi per farsi conoscere.
Ma alcuni li fanno. E vendono.
Se li contrattualizza una major è diverso: li trasforma in un prodotto commerciale.
Ci descriva l’identikit del deejay del terzo millennio
Gira il mondo col computer e guadagna dai 40 agli 80mila euro a serata.
Un automa?
Una figura perfetta.
Nostalgia per i dischi gracchianti?
Un po’.
Ci dice chi ha ucciso il tormentone?
Spento il Festivalbar è finito il tormentone. Era un punto di riferimento: si sceglievano una dozzina di canzoni più quelle meno note ma sulle quali si puntava.
Ci elenchi i tormentoni del suo cuore.
Ma sono tanti.
Qualcuno.
Il capostipite è Vamos a la Playa: un po’ di elettronica, che all’epoca rappresentava la modernità, e un ritornello ammiccante.
Altri?
Dammi tre parole di Valeria Rossi, What is love? di Haddaway, La bamba dei Los Lobos, gli Snap con The power e Colour of Love. Può bastare?
Eccome. Parliamo del suo Uomo Ragno?
Per intero non lo ascoltavo dal 1992: lo ho trovato modernissimo. Te la tiri e Con un deca sembrano scritte ieri.
In 6/1/sfigato canta: Fingi di essere come Berlusconi/pieno di ragazze e di milioni/fino a ieri eri come noi invece adesso cosa sei.
E dire che lui non era ancora entrato in politica.
Che effetto le ha fatto riascoltarla?
Mi sono sentito un preveggente.
Perché si è rivolto agli amici rap?
Serviva qualcosa di speciale per festeggiare un album importante per un’intera generazione.
Quindi?
Nel 2011 in occasione degli Mtv Day mi sono trovato sul palco con i Club Dogo che cantavano a memoria tutte le mie canzoni.
Ed è nata l’idea.
Il rap è il presente.
Ha ritrovato Mauro Repetto.
Non ci vedevamo da tempo. Non poteva bigiare stavolta.
E ora?
Ospite su Sky Uno a Uno in Musica e poi in tour in autunno.
Sogno?
Un concerto con tutti i rapper che hanno partecipato a questa avventura.
Più Mauro?
Ovviamente!

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