Pezzali: «Hanno ucciso il tormentone»

Fabrizio Basso

Milano – Oltre all’Uomo Ragno hanno fatto fuori anche il tormentone. Lo sa bene Max Pezzali che vent’anni dopo, e con la complicità della comunità rap, ripubblica l’album-colonna sonora di una generazione: è il 1992 quando “Chi ha ucciso l’Uomo Ragno” degli 883 entra come un alieno nelle teste degli italiani. La versione remix fa ballare quell’estate, poi un’altra e un’altra ancora. Oggi invece l’era dei tormentoni da spiaggia è finita.

Chi ha ucciso il tormentone?

«Nessuno, solo che oggi per ballare non serve più una canzone. La differenza la fa il deejay».

È così decisivo?

«Eh sì, per farsi conoscere, a meno che non lo punti una major e lo trasformi in un prodotto commerciale, non ha bisogno di fare dischi. Un nome si tutti, Martin Solvaig».

Chi è oggi il deejay?

«Un tipo che gira il mondo con un computer, guadagna da 40 mila a 80mila euro per serata: praticamente è una figura perfetta».

Nostalgia del passato?

«Un po’ sì».

Ci rivela un killer del tormentone?

«La chiusura del Festivalbar».

Tutto è finito quando hanno tolto il programma?

«Sì, quello che faceva Vittorio Salvetti per tanti anni ha rappresentato il punto di riferimento dell’estate. In tarda primavera si sceglieva una dozzina di canzoni simbolo e poi c’erano quelle di contorno sulle quali si investiva».

Poi c’erano le compilation blu e rossa.

«Se le ricorda? Erano fra i dischi più venduti. Davvero racchiudevano le emozioni e anche un po’ le disillusioni di una stagione».

Oggi?

«La musica è polverizzata e il tormentone è stato spodestato da tanti figli minori. Le dico che non ricordo un titolo negli ultimi tre, quattro anni. Ciò non significa che non ci sia stato qualche brano-simbolo. Ma io non ne ricordo».

Proviamo a rispolverarne qualcuno famoso?

«Il papà di tutti i tormentoni è “Vamos a la playa”. Un archetipo: ha un po’ di elettronica che fa moderno, un ritornello super ammiccante. Il disco dei Righeira era bello. Una macchina da guerra».

Poi?

«Altro brano perfetto per i mesi caldi: “Dammi tre parole” di Valeria Rossi».

Proseguiamo.

«Nel 1993 funzionò “What is love?” di Haddaway. Un po’ rap e un po’ sound tedesco».

Brano numero quattro.

«”Supercafon”e del Piotta: tormentone e anti-tormentone nello stesso brano. Mai visto prima».

Canzoni che hanno caratterizzato un’epoca?

«Direi che “Lambada” ha un’ onda lunga infinita. E poi ci metterei “La bamba” dei Los Lobos”. Posso tornare in Germania?».

Certo.

«Gli Snap. Nei primi anni Novanta hanno fatto il botto con canzoni come “The power”, “Colour of Love” e “Rythm is a dancer” per citarne alcune».

Un’altra?

«Sicuramenre Corona nel 1994 con “The rhythm of the night”.

E poi c’è “Chi ha ucciso l’Uomo Ragno”.

«Pensi che integralmente non lo ascoltavo proprio dal 1992».

Che effetto le ha fatto?

«L’ho trovato ancora molto moderno. Anche come album: “Te la tiri” è attualissima».

In “6/1/sfigato” canta: “Fingi di essere come Berlusconi/pieno di ragazze e di milioni/fino a ieri eri come noi. invece adesso cosa sei”.

«Incredibile, vero? E non era ancora entrato in politica. Quando l’ho riascoltata mi sono sentito un preveggente. E direi che pure “Con un deca” può essere stata scritta ieri. Anche se Internet ha ridotto il divario, chi come me è nato e cresciuto in provincia sente sempre l’imbarazzo di essere lontani dai posti in cui succede tutto. È il rituale di chi alla sera torna in provincia e racconta cosa accade nel mondo.

Come nasce l’idea di congiurare con l’hip hop?

«Volevo organizzare da tempo qualcosa di particolare per festeggiare degnamente un album importante, non solo per me, ma per un’intera generazione. L’anno scorso, all’Mtv Day, mi sono ritrovato sul palco con i Club Dogo che cantavano a memoria tutte le mie canzoni. Ed è nata l’idea: il rap è il presente, il massimo della musica descrittiva, quella che ieri facevano i cantautori».

Ha ritrovato anche Mauro Repetto?

«Non ci vedevamo da tempo. Non poteva certo mancare a questo appuntamento».

E ora?

«In tour dall’autunno. Ma vorrei fare uno show con i rapper che mi hanno seguito in quest’avventura e, ovviamente, con Mauro».

Commentate le classifiche e diteci chi sono i vostri tormentoni preferiti e perché

Le hit estive secondo Pezzali…

“Vamos a la playa” dei Righeira

“What Is Love” di Haddaway

“La bamba” dei Los Lobos

“The Power” degli Snap

“The Rhythm of the Night” dei Corona

… E la nostra Top five

“Reach Out, I’ll Be There” di Gloria Gaynor

“Un’estate al mare” di Giuni Russo

“Donatella” di Donatella Rettore

“Jr. Kazz & Mr. Funk” dei Ladri di biciclette

“Vamos a bailar” di Paola e Chiara

2 pensieri su “Pezzali: «Hanno ucciso il tormentone»

  1. Pingback: Scrivere articoli per il web: quanto farsi pagare?

  2. Giuni Russo e Rettore erano grandissime! Splendido Splendente, Kobra, Lamette, Alghero, Adrenalina e tante altre… Mitiche!

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